LEGGI E REGOLAMENTI

REGOLAMENTO DELLA COMUNITÀ EUROPEA n. 1007 del 2011

Etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature

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Il Regolamento della Comunità Europea  n.1007/2011 sulle “Denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili”  ha l’obiettivo di migliorare il funzionamento del mercato interno europeo e di fornire informazioni precise e trasparenti  ai consumatori.

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il Regolamento introduce alcune importanti novità  per il settore abbigliamento del commercio su area pubblica:
  • l’obbligo della dicitura “contiene parti non tessili di origine animale”;
  • l’ abolizione dicitura “minimo 85%”;
  • l’obbligo di specificare la percentuale di tutte le fibre presenti.
L’obbligo di etichettatura scatta nel momento in cui la merce viene venduta al pubblico.
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devono essere etichettati i seguenti prodotti:
  • prodotti composti da fibre tessili per almeno 80% del loro peso;
  • rivestimenti di mobili, ombrelli e ombrelloni le cui parti tessili costituiscano almeno 80% in peso;
  • parti tessili dello strato superiore dei rivestimenti multistrato per pavimenti, rivestimenti di materassi, rivestimenti di articoli da campeggio ( con parti tessili almeno 80% in peso);
  • prodotti tessili incorporati in altri prodotti di cui sono parte integrante.
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  • l’obbligo dell’etichettatura è a carico delle imprese specializzate nella lavorazione dei prodotti (le aziende produttrici o l’importatore se il fabbricante non e’ dell’Unione Europea) che devono operare con modelli di organizzazione, gestione e lavorazione certificati da enti terzi accreditati;
  • I commercianti al dettaglio non devono garantire l’autenticità delle informazioni riportate nelle etichette e nei documenti amministrativi- contabili e di accompagnamento (compito che spetta ai produttori) ma hanno l’obbligo di verificare che i prodotti venduti  rechino l’etichetta in conformità alla norma. In caso di etichetta non corrispondente alla reale composizione del prodotto, il commerciante può rivalersi nei confronti del proprio fornitore in quanto responsabile di ciò che ha dichiarato sull’etichetta e sugli altri documenti.
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anche le  calzature devono avere l’etichetta (vedi Direttiva CE 94/11 e Decreto Ministeriale 11/04/96) con l’indicazione dei materiali utilizzati per la loro fabbricazione per ciascuna parte della scarpa. In caso di mancata applicazione o errata predisposizione è previsto il ritiro del prodotto. Un apposito cartello con la simbologia e la legenda dei materiali che compongono le calzature va esposto nei punti vendita.
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gli organi di controllo (Camere di Commercio, Polizia Municipale, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane) possono procedere a ispezioni in stabilimenti, magazzini, depositi ed esercizi di vendita al pubblico, prelevando parte del prodotto per le analisi di laboratorio per verificare se quanto è dichiarato in etichetta corrisponde all’esatta composizione fibrosa del prodotto.
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questi sono i casi di trasgressione sanzionati dalla legge:
  • etichette non corrispondenti alla composizione del prodotto;
  • vendita di prodotti senza etichetta o con etichetta compilata in modo scorretto;
  • vendita di prodotti che utilizzano impropriamente i termini cuoio, pelle, pellicce.
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per i prodotti tessili conformi alla norma immessi sul mercato prima dell’8 maggio 2012 (data di entrata in vigore del nuovo regolamento europeo) è prevista una moratoria fino al 9 novembre 2014.
  • etichette non corrispondenti alla composizione del prodotto;
  • vendita di prodotti senza etichetta o con etichetta compilata in modo scorretto;
  • vendita di prodotti che utilizzano impropriamente i termini cuoio, pelle, pellicce.

IMPORTANTE !

 

La Legge n. 8 del 2013 Nuove disposizioni in materia di utilizzo dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” e di quelli da essi derivanti o loro sinonimi” stabilisce che:

  • è vietato l’utilizzo dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” per i prodotti rigenerati da fibre di cuoio e da spoglie con processi meccanici o chimici;
  • è vietato mettere in vendita con questi termini prodotti che non siano ottenuti unicamente da spoglie animali sottoposte ai trattamenti consentiti e lavorate per conservarne le caratteristiche naturali;
  • per i prodotti fabbricati in paesi esteri extra CE,  l’etichetta deve contenere l’indicazione dello Stato di provenienza;
  • le violazioni sono punite con una sanzione da 10.000 a 50.000 euro e con  il sequestro amministrativo della merce.
Per approfondire proponiamo un estratto della legge.
APPROFONDISCI
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La Federazione Moda Italia di Confcommercio ha predisposto un “kit di pronto soccorso etichettatura” per aiutare i dettaglianti. Il kit contiene: fac-simile di lettera per segnalare al produttore/fornitore la richiesta danno a seguito di sequestro di prodotti, timbro da apporre sulle copie commissioni, cartello multilingue da esporre nel punto vendita.

Info: www.federazionemodaitalia.it